Il crocifisso nelle scuole - riflessioni
di Mariano Mariotto
Invece di scagliarsi contro la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, meglio farebbero i politici, gli operatori scolastici - e i genitori - a verificare se, sotto i crocifissi da tanto tempo appesi nelle aule scolastiche, non stia avvenendo tutto il contrario di ciò che quel Crocifisso ha raccomandato. Basta che si chiedano:
- nella mia scuola i più “piccoli” vengono scandalizzati, cioè umiliati e manipolati?
- nella mia scuola i più “deboli” (gli handicappati, ad esempio) vengono discriminati ed emarginati?
- nella mia scuola quale attenzione è riservata agli “ultimi”, a quelli che fanno più fatica?
- nella mia scuola i poveri, gli stranieri vengono accolti?
Se coloro che strepitano perché vogliono a tutti i costi il crocifisso nelle scuole non si curano del fatto che questi “valori” - guarda caso, proposti sia dalla Costituzione che dal Vangelo - vengano rispettati, allora dimostrano di fare un uso strumentale del crocifisso.
Rispettare il crocifisso significa non tanto esporlo, ma metterne in pratica gli insegnamenti. Proprio come diceva e faceva don Milani a Barbiana (1954 - 1967), che già a Calenzano, nel 1947, aveva tolto il crocifisso dall’aula della sua scuola popolare: meno croce e più Vangelo, dalla parte degli ultimi.
Ringrazio Mariano Mariotto per l’interessante contributo alla riflessione su di un tema così importante.
A. Tivelli
Riceviamo e volentieri riportiamo le riflessioni di Raniero La Valle e di Don Paolo Farinella:
La Croce nelle mani di Gasparri e Calderoli - LA VALLE (pdf)
novembre 20, 2009 1 Comment




