Manifestazioni contro l’amministrazione Tosi
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Francesco Pachera.
Se Piazza Bra fosse un istituto che si occupa di statistica potrebbe sostenere senza alcun dubbio che il Sindaco Tosi, oltre ad essere il primo cittadino più apprezzato dai suoi sostenitori, è quello maggiormente contestato dai suoi oppositori.
Infatti sono ben 3 le manifestazioni, inerenti 3 diverse tematiche, che negli 8 giorni fra Domenica 22 Novembre e Domenica 29 si sono succedute all’ombra dell’Arena per esprimere il dissenso dei cittadini sulle scelte dell’amministrazione.
La prima si è svolta in forma di corteo, dove i residenti delle zone limitrofe alla basilica di San Zeno, partiti da Piazza Corrubbio, armati di cartelli e striscioni, hanno chiesto all’amministrazione di sopprimere la delibera della precedente giunta Zanotto, che prevede la costruzione di un parcheggio multipiano che ne modificherà completamente la sua natura storica strutturale al piccolo commercio, anche a costo di pagare le penali contrattuali all’impresa aggiudicante causate dal mancato utile.
Il corteo, giunto sulla scalinata di Palazzo Barbieri, ha rifiutato l’incontro con un delegato del Sindaco, il quale, consapevole di non ricevere gli applausi propedeutici alla sua carriera politica, non si è ovviamente presentato.
Deducibile la motivazione del rifiuto, data l’inutilità di qualsiasi confronto con qualcuno che nella pratica non possiede alcun potere decisionale in una città dove lo Sceriffo incarna il comando supremo, e nel quale presumibilmente, si sarebbe ripetuta l’ormai nota cantilena che indica come colpevoli i precedenti amministratori per essere giunti fino al punto di non ritorno salvo accettazione delle suddette penalità contrattuali…teoria fortemente in contrasto con un’altra vicenda veronese inerente il Polo Finanziario voluto dall’amministrazione Zanotto, che l’attuale giunta, nelle prime settimane del suo mandato, ha soppresso con accettazione di penali ben più onerose di quelle per il parcheggio di Piazza Corrubbio.
Sabato 28 invece, la manifestazione, promossa dal Comitati contro la riapertura dell’inceneritore di Cà del Bue, da Verona Reattiva e dai Cittadini per la tutela del territorio, ha messo in scena un vero e proprio corteo funebre, con tanto di bara e partecipanti vestiti a lutto, per commemorare le decine di morti, che durante lo scorso anno sono stati decimati nel territorio veronese, a causa delle sostanze dannose quali microparticolato e gas prodotti dalla combustione, rilasciati nell’atmosfera, e destinate ad aumentare qualora i forni a griglia del nuovo progetto, dovessero entrare in funzione.
L’omelia, letta da Sergio Mantovani, presidente dei Comitati di Verona Sud, ha spiegato con chiarezza quali sono i rischi per i cittadini e per l’economia, qualora il cancrovalorizzatore entrasse in funzione.
Studiato infatti per incenerire 600 tonnellate al giorno di rifiuti avrà bisogno di rifornirsi dalle provincie vicine, produrrà quantità enormi di ceneri tossiche da smaltire in discarica e sputerà nell’atmosfera centinaia di tonnellate di microparticolato e gas dannosi per l’effetto serra.
Ma soprattutto egli ha elencato le molteplici soluzioni alternative, già in funzione a Treviso e in altre città d’Italia, dove i rifiuti vengono separati ulteriormente con macchine di ultima generazione e rivenduti alle imprese stesse che li hanno prodotti come materie prime seconde, generando un notevole tornaconto per l’economia , o, nel caso di materiali non riciclabili, subiscono la trasformazione, senza produzione di fumi, in conglomerati plastici certificati dalle norme europee e riutilizzabili ad esempio nell’edilizia.
Infine Domenica scorsa, dopo la piantumatura presso il vivaio Fontana del Bosco contro il Traforo, ha avuto luogo la consueta festa del Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle, sceso nuovamente in piazza dopo la bocciatura del ricorso della giunta contro l’ordinanza del giudice che imponeva al Collegio dei Garanti di esprimersi sui quesiti referendari, per chiedere all’amministrazione di non ostacolare la democrazia partecipativa attraverso la consultazione popolare promossa dai membri del Comitato, ed al Sindaco Tosi di rispondere alle 12 domande rivolte per mezzo del quotidiano L’Arena, con puntualità e senza ulteriori querele.
Nella piazza, oltre al tradizionale anello umano attorno ai giardini, si sono alternati comizi e filmati con interviste ad esperti di mobilità, geologi, proprietari espropriandi, spezzoni di dichiarazioni del sindaco divergenti con le sue azioni e puntate della Gran Torcolada di Roberto Puliero, il tutto fra ballerini di tango che hanno intrattenuto i passanti con la nota danza argentina ai piedi del Vittorio Emanuele II, il Mastro Bottiglia con il suo folkloristico carretto strabordante di inventiva, e bimbi in fila davanti alla bombola di elio per ricevere il loro palloncino magicamente immune al vincolo gravitazionale.
Credo sia un segnale che dovrebbe far riflettere anche i sostenitori più assidui dell’amato primo cittadino, osservando tanta mobilitazione per quello che è, ovvero il desiderio genuino dei cittadini di partecipare ad una politica sempre più autonoma, lontana, barricata nelle segrete stanze dalle quali escono decisioni contrassegnate da un populismo ingannatore che nasconde interessi molto meno nobili e muta, impercettibilmente ma inesorabilmente, verso un modello che esula dal concetto di democrazia per sfociare nel suo occulto contrario: la dittatura della maggioranza.






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