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L’assessore Coletto è senza ritegno

Sonia Milandi Sonia Milan, Consigliere Provinciale e capogruppo IdV

L’assessore Coletto è in piena campagna elettorale. E si vede.

E prosegue imperterrito nei suoi slogan finto ambientalisti sulla stampa quando poi, durante il Consiglio Provinciale, fa approvare uno dei peggiori piani rifiuti che si siano mai visti a Verona, dando il via alla riapertura dell’inceneritore di Ca’ del Bue ed autorizzando formalmente la produzione e distribuzione di diossina e agenti inquinanti sulle teste dei cittadini veronesi e dei loro figli.

L’assessore dice che intende “promuovere i risparmi energetici e le fonti di energia rinnovabili”: noi di Italia dei Valori abbiamo chiesto, in fase di approvazione del piano rifiuti, che si tornasse tutti a discutere (maggioranza e opposizione) in un clima sereno e di collaborazione in merito alle numerose alternative all’inceneritore di Ca’ del Bue, sfruttando proprio tutti i sistemi di energie rinnovabili e le nuove tecnologie oggi a disposizione. L’assessore ci ha risposto picche ed ha proseguito con l’approvazione del piano grazie al voto convinto di PDL e Lega (questi ultimi da sempre, a parole, paladini della difesa della salute del territorio e poi, nei fatti, legati alla poltrone come e più degli altri. A quanto pare Roma non è più così ladrona, oggi che anche loro ne fanno parte).

L’assessore, poi, si lamenta che per lo Stato e la Regione “non dobbiamo essere solo una mammella da mungere. Ci lascino almeno un 2 per cento delle imposte che paghiamo per risanare l’ambiente stressato dal continuo produrre lavoro, tasse e ricchezza”. Un appello che sembra davvero un controsenso, visto che la Lega è al potere in Regione e a Roma da molto tempo: cosa hanno fatto i colleghi di Coletto in tutti questi anni? Hanno mai pensato ad attivarsi per risolvere i problemi di questa città sempre più malata, visto che ne hanno avuto tutto il tempo e le possibilità? I cittadini veronesi stanno aspettando da decenni che si concretizzino le promesse fatte durante le campagne elettorali.

L’assessore infatti non ci dice che le famigerate polveri sottili (Pm10) restano stazionarie in Veneto almeno da tre anni a questa parte se si guarda al numero dei giorni in cui è stato superato il livello di guardia, mentre migliorano solo se si confronta il valore assoluto della loro presenza nell’atmosfera. Le polveri sottili restano ancora pericolosamente al di là dei limiti consentiti e il Veneto è ben lontano dal rientrare nei limiti previsti dall’Europa e recepiti dall’Italia ed è sanzionabile dall’Unione Europea. Infatti il Piano d’azione antismog presentato dal Veneto non ha convinto Bruxelles che non ha concesso la possibilità di continuare a sforare i limiti fino al 2011, senza subire sanzioni. La città con il maggior numero di superamenti del limite di polveri sottili nell’anno appena trascorso è stata proprio Verona con 104 superamenti e risulta al 14° posto della classifica che riunisce 88 città italiane nelle quali lo smog è tra i più elevati (dati Legambiente). Lo scorso marzo in via del Capitel c’erano 78 microgrammi di particolato per metro cubo d’aria e in via Scuderlando 114: un dato impressionante se si pensa che il valore limite è di 50 microgrammi per metro cubo d’aria.

Infine l’assessore si compiace per il successo della domenica ecologica: è bastato girare un po’ per i quartieri di Verona per riscontrare l’assoluta mancanza di controlli durante gli orari di blocco: non una pattuglia era presente nei vari quartieri cittadini, nessun posto di blocco, nessun controllo e un traffico assimilabile ad una qualsiasi domenica d’inverno. Probabilmente l’assessore si riferiva al successo della maratona cittadina.

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